Vai al contenuto principale
Coronavirus: aggiornamenti per la comunità universitaria / Coronavirus: updates for UniTo Community

Come scrivere una tesi in Geografia

Pubblicato: Martedì 23 marzo 2021 da Prof.ssa Daniela Santus

TESI DI LAUREA IN GEOGRAFIA

La dissertazione/tesi di laurea è il lavoro finale che lo studente è tenuto a svolgere al termine del suo percorso triennale/magistrale e si basa su un lavoro maturo e impegnativo di autonoma riflessione e ricerca.

In linea generale, prima di contattare via mail un docente, conviene individuare la disciplina, l’argomento, il genere, il tema, il periodo, il metodo, etc. È altresì opportuno iniziare una prima ricognizione bibliografica sul tema prescelto in modo tale da presentarsi al docente con le idee chiare, specificando anche quali sono le lingue straniere studiate e che si presume possiate usare nel corso delle vostre ricerche bibliografiche.

Attenzione alla forma: inviare al docente con cui ci si vuole laureare una mail che inizia con “Salve Prof.” e continua inanellando una serie di refusi ed errori ortografici non è mai una buona presentazione. Terminare la mail dimenticandosi di segnare il vostro nome e cognome difficilmente porterà ad essere accettati.

Scelta del relatore

Allo stesso modo, scrivere a più docenti contemporaneamente, cambiando semplicemente intestazione della mail, è controproducente e difficilmente vi porterà a trovare il relatore adatto. È sempre consigliabile contattare un relatore di cui abbiate seguito almeno un corso, in modo da verificare in anticipo la rispondenza del suo metodo e dei suoi interessi di ricerca alle vostre esigenze.

Occorre soprattutto rispettare gli ambiti di ricerca del relatore: maggiore è la convergenza fra i vostri interessi e l’esperienza di ricerca del docente, più proficua sarà la collaborazione.

Ricordate poi che il relatore deve avere la possibilità di procedere alla lettura e alla correzione dei capitoli e di controllarne la versione rivista. In particolare, il relatore deve poter visionare l’intera tesi corretta e rivista secondo le sue indicazioni almeno un mese prima della data di consegna della stessa. Tenete presente che non siete gli unici laureandi, ma che ogni relatore ha da 15 a 50 tesi da correggere contemporaneamente, oltre agli impegni didattici e di ricerca scientifica. Chi intende laurearsi nella sessione autunnale, ad esempio, dovrà anche tenere presente la sosta estiva: non è pensabile contare sul mese di agosto per fare rileggere la tesi o approvare la domanda di laurea al proprio relatore, in quanto il mese coincide con le ferie ufficiali della docenza.

Cominciare il lavoro

A livello generale, la ricerca deve essere svolta su pubblicazioni e altro materiale di chiaro e riconosciuto valore scientifico e universitario. Non usate i libri di testo delle scuole superiori o documenti ricavati indistintamente da internet senza previamente valutarne l'autorevolezza e la fondatezza.

Preparate una bibliografia iniziale preferibilmente adoperando il motore di ricerca BIBLIOPASS accessibile con le credenziali di Unito, o GOOGLE SCHOLAR. Evitare enciclopedie online come Wikipedia o Sapere e simili. Quando sarà possibile, consultare le risorse presenti nelle biblioteche universitarie.

Cominciate a leggere e a prendere appunti mentre si legge. Se si trova qualche frase che si intende citare, cominciare ad appuntarla.

Utilizzare uno stile di scrittura asciutto e semplice, adatto ad un testo scientifico. Non usare mai la prima persona ma preferire forme impersonali o la prima persona plurale.

Attenzione alla lingua italiana. Cercare di evitare le ripetizioni di uno stesso termine nella medesima frase, far concordare il verbo con il soggetto, maschile-femminile, singolare-plurale. Controllare la punteggiatura. Evitare frasi lunghe e contorte.

OGNI PARTE DELLA TESI VA CONSEGNATA SOLO DOPO UN’ATTENTA LETTURA: il relatore non è colui che riscrive in forma italiana corretta il vostro lavoro. Siete gli unici responsabili della vostra scrittura. Attenzione pertanto alla grammatica, all’ortografia, alla sintassi. Presentate un capitolo per volta, intero: non parti di esso.

 

Quali argomenti (generali, da cui trarre quello specifico)  per una tesi in Geografia Culturale/dei Paesi Mediterranei, prof.ssa D. Santus?

  • Geografia della religione: ebraismo, islam, induismo
  • Geografia dell’alimentazione: divieti alimentari, il vino nelle religioni, le strade del vino in Europa e nel mondo
  • Geopolitica, conflitto e pace in Medioriente: Israele
  • Acqua, desertificazione e risorse: Israele, Italia, Europa

 

Struttura della tesi:

- Indice (con indicazione dei numeri di pagina di ogni capitolo e paragrafo)

- Introduzione

- Capitoli

- Bibiografia e sitografia (scritta in ordine alfabetico per cognome)

 

L’introduzione deve indicare gli elementi fondamentali del lavoro per far capire l’argomento che si andrà a trattare, il metodo di ricerca e i risultati attesi. Deve essere breve: non più di 2-3 pagine e, soprattutto, anche se posta all’inizio, dovrà essere scritta alla fine.

I capitoli devono avere un titolo, come anche i paragrafi. Tendenzialmente la tesi si suddivide in 3-4 capitoli. Preferire il carattere Times New Roman n. 12 per il testo e 10 per le note. Allineamento giustificato.

Tendenzialmente una dissertazione triennale ha un’ampiezza di 25/50 pagine, mentre una tesi magistrale si aggira sulle 50/100 pagine. Non usare il grassetto, se non per i titoli. Mai adoperare termini sottolineati. Le parole straniere vanno indicate in corsivo (“il concetto di parsing”), a meno che non siano divenute di uso corrente in italiano (Internet). Sono indeclinabili in italiano (non vanno al plurale).

La conclusione riassume il lavoro svolto e i risultati raggiunti, mettendo in evidenza se i risultati attesi sono stati ottenuti oppure no. Devono essere brevi, non più di due pagine.

Citazioni: è fondamentale citare tutti gli autori da cui si sono tratte informazioni, anche se si è paragrafato o riassunto il pensiero degli stessi (citazioni indirette). Mai fare copia-incolla. Le citazioni possono essere indirette dirette. Le prime riassumono una fonte, le seconde riportano esattamente il testo originale. Anche se la citazione può essere non letterale, deve rispettare il senso di quanto espresso dalla fonte senza stravolgerlo. In ogni caso l’utilizzo di una fonte, diretto o indiretto, va sempre esplicitato. Le citazioni dirette vanno precedute e seguite dalle virgolette.

Esempio citazione indiretta:

Sebbene la musica scaturisca da identità geoculturali, appare talvolta ambivalente e offre se stessa come alternativa al multiculturalismo (Elliott, 2012).

Esempio di citazione diretta:

Il suo amore per Miorita arrivò a tal punto da definirla: “Una cosa santa e commovente fino a spezzare il cuore” (Eliade, 1975, p. 200)

In bibliografia si riportano poi per esteso i dati bibliografici completi.

Le note sono poste a piè di pagina con numerazione progressiva che ricomincia ad ogni capitolo, anche in questo caso l’allineamento deve essere giustificato.

La bibliografia è l’elenco finale di tutte le opere citate. Va redatta in ordine alfabetico secondo questi esempi:

Volumi:

Canepari L. (1979), Introduzione alla fonetica, Einaudi, Torino.

Ferreri S. - Guerriero A. R. (a cura di) (1998), Educazione linguistica vent’anni dopo e oltre. Che cosa ne pensano De Mauro, Renzi, Simone, Sobrero, La Nuova Italia, Firenze.

Saggi in riviste:

Altieri Biagi M. L. (1988), La grammatica a partire dai testi, in “Le lingue del mondo”, LIII, 1/ 2, pp. 30-33.

Saggi in opere collettive:

Altieri Biagi M. L. (1999), Dal testo al paradigma: il macigno di Buzzati, in Cardinale U. (a cura di), Insegnare italiano nella scuola del 2000, Unipress, Padova, pp. 283-300.

In una pagina a parte indicare la sitografia indicando i siti consultati (se presenti non tralasciare autore e titolo dell’articolo, data di pubblicazione; indicare sempre l’url completo e la data della vostra ultima consultazione) senza sottolineatura e in nero. Questo vale anche per le citazioni dei siti nel corpo del testo, da effettuare in nota a piè di pagina.

Corredo iconografico

I materiali illustrativi inseriti nel testo o collocati in Appendice (ad esempio: carte, grafici, tabelle, fotografie) vanno ordinati in numero progressivo dall’inizio alla fine della tesi classificandoli in figure (Fig. 1, Fig. 2) e tabelle (Tab. 1, Tab. 2). Essi devono essere sempre accompagnati da una didascalia esplicativa che deve includere necessariamente il titolo in corsivo (con eventuale nota esplicativa del contenuto presentato) e, tra parentesi, la fonte da cui provengono.

Corredo cartografico

Nelle carte e nei cartogrammi, anche se elaborati dal candidato, oltre alle informazioni di cui sopra (relative alla iconografia più in generale) devono essere sempre indicati scala grafica orientamento. Tali materiali devono essere sempre funzionali al discorso scritto e richiamati in forma abbreviata all’interno del testo - per esempio (Fig. 1) - laddove si fa riferimento ad essi, e devono essere impaginati nel punto più vicino alla loro prima citazione.

Esempi di didascalie

Fig. 1 – Il Caucaso, area di confini etnici e di penetrazione islamica (da A. VALLEGA, 1994, p.199).

Tab. 1 – La popolazione delle Repubbliche Caucasiche (Fonte: ONU, 1999).

Fig. 2 – Corporación Cooperativa de Mondragón nel mondo (Fonte: www.mondragon.mcc.es/english/mcc/mccmundo.html, data di consultazione)

Fig. 3 – Stralcio della Carta dell’Africa orientale, 1:1.000.000, datata 1864 e allegata a W. MUNZINGER, Ostafrikanische Studien, Basilea, Schwa-be, 1883.

Regole di scrittura in Geografia

-  Mezzogiorno, Meridione, Oriente, Occidente, Sud, Nord ecc., si scrivono maiuscoli quando indicano il nome proprio dell’area geografica (es.: i problemi del Mezzogiorno d’Italia; il viaggio in Oriente; il sottosviluppo del Sud del Mondo).

Terra: quando è nome proprio di pianeta si scrive maiuscolo.

-  Nazione, Stato, Paese, Repubblica, Regno ecc.: si possono scrivere minuscoli o maiuscoli (seguendo sempre un criterio di uniformità). Sono invece certamente maiuscoli quando costituiscono parte del nome di un’entità politica, di un’organizzazione ecc. (es.: le Nazioni Unite, i Paesi non allineati).

-  I secoli si possono scrivere con il numero romano aumentato di uno e con la parola maiuscola (es.: il sec. XX = il Novecento); i decenni si scrivono con la maiuscola o preceduti da apostrofo (es.: anni Novanta = anni ’90).

-  Regione: si scrive con la maiuscola solo quando si riferisce al nome dell’organismo amministrativo (es.: la Regione Emilia Romagna ha sede a Bologna).

-  Geografia si scrive con la maiuscola solo quando la parola costituisce nome proprio di un istituto, di una società, di un corso universitario ecc. (es.: la Società di Geografia ha sede a Roma).

-  I sostantivi geografici (mare, monte, fiume, passo, valle, oceano, isola, penisola ecc.) vanno in genere in minuscolo salvo i casi in cui siano parte del nome proprio geografico (es.: Pianura Padana, Mont Saint Michel, Alpi Orobie, ecc.).

 

Per ulteriori indicazioni potete consultare:

https://elearning.unipd.it/scienzeumane/mod/book/view.php?id=26099&chapterid=1632

https://www.lingue.unito.it/do/avvisi.pl/ShowFile?_id=cprw;field=allegato;key=oU4mW0YqQRo7MU2Dh9E9NI5LeLiT5LCXA;t=5155

Ultimo aggiornamento: 23/03/2021 12:40
Location: https://www.lingue.unito.it/robots.html
Non cliccare qui!