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Oggetto:
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LINGUA INGLESE (Terza annualità)

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ENGLISH LANGUAGE AND LINGUISTICS (Third Year)

Oggetto:

Anno accademico 2016/2017

Codice dell'attività didattica
LIN0130_0
Docente
Cristiano Furiassi (Titolare del corso)
Corso di studi
SCIENZE DELLA MEDIAZIONE LINGUISTICA (Triennale)
Anno
3° anno
Periodo didattico
Secondo semestre
Tipologia
Caratterizzante
Crediti/Valenza
9
SSD dell'attività didattica
L-LIN/12 - lingua e traduzione - lingua inglese
Modalità di erogazione
Tradizionale
Lingua di insegnamento
Inglese
Modalità di frequenza
Facoltativa
Tipologia d'esame
Scritto
Prerequisiti
Agli studenti è richiesta un’ottima conoscenza della lingua inglese, acquisita durante la propria carriera universitaria e tale da poter garantire la comprensione e l’assimilazione dei concetti trattati nei testi utilizzati ed esposti a lezione. La prova propedeutica (lettorato) d’inglese del terzo anno va obbligatoriamente sostenuta prima dell’esame. È inoltre richiesta una certa familiarità con i più comuni concetti della linguistica strutturale.
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Sommario insegnamento

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Obiettivi formativi

La formazione linguistica triennale, attraverso la riflessione sulla lingua quale fenomeno storico, sociale e culturale, l’analisi di testi scritti e orali, gli esercizi di traduzione e di mediazione, con il supporto di sussidi multimediali, è finalizzata alla conoscenza di base delle nozioni di linguistica teorica e applicata, di filologia, di glottodidattica, di traduttologia e all’acquisizione, per le lingue straniere, di competenze e abilità di grado intermedio, corrispondente al livello B2/C1 del “Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue”.

In particolare, focalizzandosi sul ruolo dell’inglese in Europa, l'insegnamento di Lingua Inglese III si propone approfondire gli aspetti linguistici e culturali che hanno reso l’inglese la lingua franca della comunicazione globale per eccellenza, facilitando – e a volte complicando, ad esempio attraverso l’uso di falsi anglicismi – la mediazione linguistica.

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Risultati dell'apprendimento attesi

Per quanto riguarda la prima parte del corso, ciascuno studente dovrà dimostrare di aver acquisito la terminologia propria del contatto linguistico e di saper spiegare fenomenologia e tipologia del prestito lessicale. Relativamente alla seconda parte del corso, gli studenti dovranno saper descrivere anglicismi e/o falsi anglicismi in italiano e in diverse lingue europee e spiegare i fattori linguistici e culturali ad essi correlati.

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Modalità di insegnamento

Lezioni frontali in lingua inglese, proiezione di documentari, proiezione di diapositive in Power Point fornite agli studenti prima dell’inizio del corso per facilitare la comprensione dei concetti esposti a lezione e incentivare la partecipazione.

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Modalità di verifica dell'apprendimento

L’esame consiste in una prova scritta in inglese, della durata di due ore, con domande aperte mirate a saggiare la conoscenza degli argomenti trattati nel testo di riferimento (Winford) e in tre saggi accademici, per un numero complessivo di pagine non inferiore a 70, da scegliere tra quelli indicati in bibliografia. La prova scritta consta di sei domande, quattro relative al testo di riferimento (Winford) e due relative ai saggi accademici. Competenza linguistica e qualità dell’elaborato saranno parte integrante della valutazione. La valutazione finale sarà integrata con l’esito della prova propedeutica (lettorato) d’inglese del terzo anno, che va obbligatoriamente superata prima dell’esame. I risultati saranno pubblicati in rete: verrà data la possibilità a ciascuno studente di visionare le correzioni prima della verbalizzazione.

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Programma

Il corso è diviso in due parti. La prima parte è un’introduzione allo studio del contatto linguistico con particolare riferimento ai fattori strutturali e sociali che lo determinano (language maintenance, language shift, language creation). Tra i vari esiti del contatto linguistico, particolare attenzione sarà rivolta al prestito lessicale. La seconda parte del corso, incentrata sul contatto tra inglese e italiano, è dedicata all’influenza dell’inglese su varie lingue europee attraverso lo studio di anglicismi e falsi anglicismi. Le lezioni si terranno in inglese.

The course is divided into two parts. The first part is an introduction to the study of language contact and its outcomes (language maintenance, language shift, language creation), as well as the structural and social factors involved. Among language-contact phenomena, lexical borrowings will be analyzed thoroughly. The second part of the course, centered around the contact between English and Italian, is devoted to the influence of English on various European languages via Anglicisms and false Anglicisms. Focusing on the role of English in Europe, the course aims at a thorough analysis of the linguistic and cultural aspects which have made English the global lingua franca par excellence, favoring – and at times hindering, for instance by means of false Anglicisms – language mediation. Classes will be taught in English.

Testi consigliati e bibliografia

Oggetto:

Winford, Donald. 2003. An Introduction to Contact Linguistics. Oxford: Blackwell.

Del testo di Winford non sono da studiare le seguenti pagine o intervalli di pagina: 6-9, 68, 69, 71-79, 81-89, 117-119, 129-137, 139-163, 176-193, 194-205, 248-250, 263, 264, 272-275, 281, 283, 285, 286, 291-297, 324-326, 327-329, 341-355.

1. Pulcini, V., C. Furiassi and F. Rodríguez González. 2012. “The Lexical Influence of English on European Languages: From Words to Phraseology”, in C. Furiassi, V. Pulcini and F. Rodríguez González (eds) The Anglicization of European Lexis. Amsterdam & Philadelphia: John Benjamins, pp. 1-24.

2. Gottlieb, H. and C. Furiassi. 2015. “Getting to grips with false loans and pseudo-Anglicisms” in C. Furiassi and H. Gottlieb (eds) Pseudo-English: Studies on False Anglicisms in Europe [Language Contact and Bilingualism 9]. Boston & Berlin: De Gruyter Mouton, pp. 3-33.

3. Furiassi, C. 2010. “Defining and Classifying False Anglicisms” in C. Furiassi False Anglicisms in Italian. Monza: Polimetrica, pp. 34-75.

4. Andersen, G. 2014. “Pragmatic Borrowing” Journal of Pragmatics 67: pp. 17-33.

5. Pulcini V. 2002, “Italian”, in M. Görlach (ed.), English in Europe, Oxford University Press, Oxford, pp. 151-167.

6. Furiassi, C. 2012. “Brand Culture Mirrored in Dictionaries: Generic Trademarks in English and Italian”, in R. Facchinetti (ed.), English Dictionaries as Cultural Mines. Newcastle-upon-Tyne: Cambridge Scholars Publishing, pp. 95-114.

7. Humbley J. 2002, “French”, in M. Görlach (ed.), English in Europe, Oxford University Press, Oxford, pp. 108-127.

8. Busse U. and M. Görlach 2002, “German”, in M. Görlach (ed.), English in Europe, Oxford University Press, Oxford, pp. 13-36.

9. Rodríguez González F. 2002, “Spanish”, in M. Görlach (ed.), English in Europe, Oxford University Press, Oxford, pp. 128-150.

10. Gottlieb H. 2004, “Danish Echoes of English”, in K. Aijmer and G. Melchers (eds.), The Influence of English on the Languages in the Nordic Countries. [Special issue]. Nordic Journal of English Studies 3:2, pp. 39-65.

11. Stålhammar M. 2004, “English Influence on the Swedish Vocabulary 1800-2000”, in K. Aijmer and G. Melchers (eds.), The Influence of English on the Languages in the Nordic Countries. [Special issue]. Nordic Journal of English Studies 3:2, pp. 85-100.

12. Johansson S. and Graedler A.-L. 2005, “Anglicisms in Norwegian: When and Where?”, in G. Anderman and M. Rogers (eds), In and Out of English: For Better, for Worse?, Multilingual Matters, Clevedon, pp. 185-200.

13. Kvaran G. 2004, “English Influence on the Icelandic Lexicon”, in K. Aijmer and G. Melchers (eds.), The Influence of English on the Languages in the Nordic Countries. [Special issue]. Nordic Journal of English Studies 3:2, pp. 143-152.

14. Moore K. and K. Varantola 2005, “Anglo-Finnish Contacts: Collisions and Collusions”, in G. Anderman and M. Rogers (eds), In and Out of English: For Better, for Worse?, Multilingual Matters, Clevedon, pp. 133-152.

15. Farkas, J. & Kniezsa, V. 2002. “Hungarian” in M. Görlach (ed.), English in Europe, Oxford University Press, Oxford, pp. 277-290.

16. Brazaitis K. 2006, “Plague of Locusts or Manna from Heaven? Recent Anglicisms in Lithuanian”, Journal of Baltic Studies 37:4, pp. 442-466.

17. Dunn J. 2008, “Face Control, Electronic Soap and the Four-Storey Cottage with a Jacuzzi: Anglicisation, Globalisation and the Creation of Linguistic Difference”, in R. Fischer and H. Pułaczewska (eds), Anglicisms in Europe. Linguistic Diversity in a Global Context, Cambridge Scholars Publishing, Newcastle-upon-Tyne, pp. 52-69.

18. Chłopicki W. 2005, “Polish under Siege?”, in G. Anderman and M. Rogers (eds), In and Out of English: For Better, for Worse?, Multilingual Matters, Clevedon, pp. 108-122.

19. Constantinescu I., Popovici V. and Stefanescu A. 2002, “Romanian”, in M. Görlach (ed.), English in Europe, Oxford University Press, Oxford, pp. 168-194.

20. Schmidt-Radefeldt J. 1986, “Anglicisms in Portuguese and language contact”, in W. Viereck and W.-D. Bald (eds), English in Contact with Other Languages. Akadémiai Kiadó, Budapest, pp. 265-285.



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Orario lezioni

GiorniOreAula
Lunedì14:00 - 16:00
Martedì14:00 - 16:00
Mercoledì14:00 - 16:00

Lezioni: dal 06/02/2017 al 10/05/2017

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Note

I non frequentanti sono tenuti a svolgere le stesse attività previste per i frequentanti in quanto non vi sono differenze nel programma d’esame. Informazioni aggiornate ed eventuali variazioni saranno indicate nella pagina personale del docente: http://www.dipartimentolingue.unito.it/furiassi. Informazioni relative alla prova propedeutica (lettorato) d’inglese sono reperibili alla pagina www.lettoratiinglese.unito.it.

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Ultimo aggiornamento: 18/06/2016 18:41